And I'm at the end of my rope It's so tough just to be alive When I feel like the living dead
I don't know where is up or down And there ain't any love left around Everybody wearin' a frown Waitin' for Santa to come to town You're giving it up so plain, you're living your lives in vain And where are you going to?
Life is brief. fall in love, maidens before the crimson bloom fades from your lips before the tides of passion cool within you, for those of you who know no tomorrow. [...] Life is brief fall in love, maidens before the raven tresses begin to fade before the flame in your hearts flicker and die for those to whom today will never return.
(Chénier) Ora soave, sublime ora d'amore! Possente l'anima sfida il terrore! Mi fai puro il cuore d'ogni viltà! Bramo la vita e non temo la morte! Ah rimani infinita!
(Maddalena) Vicina nei perigli? Vicina nel terror?
(Chénier) Al braccio mio non più timore! Fino alla morte insieme?
(Maddalena, poi Chénier) Fino alla morte insieme!
(Maddalena) Ah! Ora soave, sublime ora d'amore! Possente l'anima sfida il terrore!
(Chénier, Maddalena) Mi fai puro il cuore. Non temo la morte, non temo! Ora soave! Fino alla morte insiem!
– Umberto Giordano, Andrea Chénier, libretto di Luigi Illica
«Soltanto le estasi sonore mi danno una sensazione di immortalità. Vi sono giorni intemporali in cui si è preda a reminiscenze, da chissà quale oltre-orizzonte! Piangere sul tempo diventa allora inconcepibile.»
– E.M. Cioran, Lacrime e santi (tr. it. di D. Grange Fiori, Adelphi, p.60)
«Oh! Se solo potessi trovarla, questa Giulietta, questa Ofelia, che il mio cuore chiama! Se solo potessi inebriarmi di quella gioia mista a tristezza che dà il vero amore; e una sera d’autunno, cullato con lei dal vento del nord su qualche selvaggia brughiera, potermi addormentare infine nelle sue braccia di un ultimo, melanconico sonno!…
L’amico testimone dei nostri giorni fortunati scaverebbe lui stesso la nostra tomba ai piedi di una quercia, appenderebbe ai suoi rami l’arpa orfana, che, dolcemente accarezzata dallo scuro fogliame, esalerebbe ancora un residuo d’armonia. Mischiandosi a questo concerto funebre, il ricordo del mio ultimo canto di felicità farebbe scorrere le sue lacrime, gli farebbe sentire nelle vene un brivido sconosciuto facendolo sognare del tempo… dello spazio… dell’amore… dell’oblio…»
Indubbiamente la migliore scena del film – così carica di emozione, a perfetto esempio dello stile inconfondibile di Demme – e anche una delle migliori pubblicità all'opera mai realizzate.
Frank Sinatra e Eddie Hodges nella loro esibizione di High hopes in Un uomo da vendere (A hole in the head, 1959). Penultimo film di Capra, è una commedia dai toni cupi tanto degna di nota quanto misconosciuta; Thelma Ritter e Edward G. Robinson rubano la scena.