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14 dicembre 2017

Cioran: Una mescolanza di terrore e di incantamento alla quale si cede

«Schopenhauer ha ragione di sostenere che la vita è soltanto un sogno. Ma dà prova di grave incoerenza quando, invece di incoraggiare le illusioni, le smaschera facendo credere che al di là di esse ci sia qualcosa.
Chi potrebbe sopportare la vita, se fosse reale? Sogno, essa è una mescolanza di terrore e di incantamento alla quale si cede.»

– E.M. Cioran, Lacrime e santi (tr. it. di D. Grange Fiori, Adelphi, p.79)

4 aprile 2016

Ernest Becker: il rombo di terrore che sta alla base di tutto

«Vivere pienamente è vivere con la consapevolezza del rombo di terrore che sta alla base di tutto.»

– Ernest Becker, The denial of death, 1973 (trad. mia)

19 marzo 2015

Kierkegaard: Quando la morte si presenta nella sua vera faccia

«Quando la morte si presenta nella sua vera faccia scarna e truculenta, non la si considera senza timore, ma quando essa, per burlarsi degli uomini che si vantano di burlarsi di lei, si avanza camuffata, quando soltanto la nostra meditazione riesce a vedere che, sotto le spoglie di quella sconosciuta, la cui dolcezza ci incanta e la cui gioia ci rapisce nell'impeto selvaggio del piacere, c'è la morte, allora siamo presi da un terrore senza fondo.»

– Søren Kierkegaard, Il concetto dell'angoscia (1844), (citato in Nicola Abbagnano, "Storia della filosofia: La filosofia del Romanticismo. La filosofia tra il secolo XIX e il XX", Unione tipografico-editrice torinese, 1963, p. 189)

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«Quando la morte si mostra nel suo vero aspetto, come triste scheletro con la falce, non la guardiamo senza spavento; ma quando essa, per beffarsi degli uomini che si illudono di potersi beffare di lei, si presenta travestita; quando soltanto chi l'osserva vede che quello sconosciuto che affascina tutti colla sua cortesia e trascina tutti nell'esultanza sfrenata del piacere, è la morte, allora lo prende un orrore profondo.»

– Søren Kierkegaard, "Il concetto dell'angoscia" (1844), (in "Le grandi opere filosofiche e teologiche", trad. di Cornelio Fabro, Bompiani, 2013, p. 493)