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17 marzo 2019

Greta Thunberg: Parlo solo quando penso sia necessario (rassegna)

- www.ted.com/talks/greta_thunberg_the_disarming_case_to_act_right_now_on_climate

Mutismo selettivo... musica per le nostre povere orecchie stremate dalle chiacchiere.
Sì, affinché la civiltà umana sopravviva occorre una vera e propria mutazione del funzionamento dei nostri cervelli.


«Per me, tutto ciò non aveva senso. Era assurdo. E così, all'età di 11 anni, mi ammalai. Caddi in depressione, smisi di parlare e persino di mangiare. In due mesi, persi circa 10 chili. In seguito, mi furono diagnosticate la sindrome di Asperger, l'OCD e il mutismo selettivo. Il che significa che parlo solo quando penso sia necessario, e ora è uno di quei momenti.
[...] Non siamo molto bravi a mentire, e di norma non desideriamo partecipare a quelle trame sociali a cui il resto di voi sembra appassionarsi tanto.
Sotto molti profili, trovo, siamo noi autistici quelli normali, e che il resto del mondo sia piuttosto bizzarro, specialmente quando di tratta della crisi di sostenibilità, con tutti che parlano del cambiamento climatico come di una minaccia esistenziale, il problema più importante di tutti, e malgrado ciò vanno avanti come se niente fosse. [...] O progrediamo, come civiltà, oppure no.»

2 marzo 2017

I geni dell'autismo e l'evoluzione del cervello (rassegna)

- lescienze.it/news/2017/03/02/news/selezione_positiva_geni_autismo

Le Scienze: I geni dell'autismo e l'evoluzione del cervello (02 marzo 2017)

«Le varianti genetiche legate allo sviluppo di disturbi dello spettro autistico possono essere state favorite dalla selezione naturale perché associate a un miglioramento delle capacità cognitive.
Questa affascinante e controversa ipotesi era già emersa in alcuni studi condotti in una prospettiva antropologica. Ora però è stata confermata da un’analisi genetica su più di 5000 soggetti affetti da disturbo dello spettro autistico e pubblicata su “PLOS Genetics” da Renato Polimanti e Joel Gelernter della Yale School of Medicine. [...]
“Potrebbe essere difficile immaginare perché un gran numero di varianti genetiche si è mantenuto in una popolazione umana anche se può portare allo sviluppo di disturbi mentali”, ha concluso Joel Gelernter. “L'idea è che durante l'evoluzione queste varianti con effetti positivi sulla funzione cognitiva abbiano subito una selezione positiva, che però ha avuto un costo: in questo caso, un maggiore rischio di disturbi dello spettro autistico”.»

22 settembre 2014

Disturbi neuropsichiatrici, questi sconosciuti

Per la serie "esortazione a superare l'ignoranza in ambito neuroscientifico" (con particolare enfasi sull'enorme limite culturale del confondere certi tipi di disturbi neuropsichiatrici con dei difetti del carattere), segnalo un ottimo articolo sull'ADHD e tutte le questioni mediche e sociologiche connesse.
Degno di nota anche il video, citato in fondo all'articolo, di un interessantissimo intervento del neuropsichiatra Gabriele Masi che illustra lo stato dell'arte delle conoscenze neuropsichiatriche e psicologiche in merito all'ADHD e a tutti i disturbi in comorbidità (mostrando come i singoli disturbi non esistono mai da soli, e che ogni individuo ha in realtà un suo peculiare disturbo che è l'insieme di tanti disturbi concomitanti in diversa percentuale).

Cito dall'articolo:

Si arriva a giudizi affrettati, superficiali e persino offensivi da parte di chi confonde un problema neuropsichiatrico con le normali caratteristiche di un bambino in via di sviluppo, come normali segni di “ribellione” di un adolescente un po’ agitato, qualcuno dice “anche noi ai nostri tempi eravamo vivaci e temerari“, mostrando come, anche in questo caso, l’ignoranza su un tema diventa mancanza di rispetto per quelle persone che per questo tipo di problema investono tempo, denaro e tranquillità.Tipico è anche addossare responsabilità alla famiglia, ai genitori del bambino: “non gli danno regole”, “non sanno educarlo”, “non si fanno rispettare”, idee che ricordano molto da vicino le prime teorie sull’autismo quale problema causato dall’eccessivo “affetto” quasi ossessivo da parte della madre dell’autistico e qualcuno con questi argomenti fa vera e propria propaganda, da anni.I tempi sono fortunatamente cambiati ed oggi sappiamo che sia l’autismo che l’ADHD sono patologie con probabile matrice genetica (sono presenti negli individui con ADHD anche alterazioni soprattutto a carico della corteccia cerebrale frontale) e che possono essere influenzati da molti fattori (un bambino con ADHD che cresce in un ambiente poco “sano”, che non si occupa di lui, molto probabilmente non recupererà le facoltà recuperabili), anche da patologie concomitanti.