30 aprile 2017

Žižek: Sull'online dating, l'innamorarsi e l'essere se stessi

«Non ci si innamora mai della persona perfetta. Deve esserci un piccolo elemento di disturbo, ed è solo dopo aver notato questo elemento che dici "nonostante quella imperfezione la amo, o lo amo". [...]
Stavo parlando una volta in un remoto paese dell'America Latina. Naturalmente non dirò dove. Una signora ancora sessualmente attraente, sul finire dei trent'anni, mi raccontò di una cosa strana che le era accaduta. Quando l'ultimo dei suoi partner l'aveva vista nuda prima di fare l'amore, le aveva detto che se avesse solo perso uno o due chili il suo corpo sarebbe stato perfetto. E io le dissi di non perdere uno o due chili. Perché se effettivamente avesse perso uno o due chili non sarebbe diventata perfetta. Sarebbe semplicemente diventata banale. L'illusione della perfezione è creata appunto da questo eccesso. [...] Questo è ciò che nella teoria psicoanalitica chiamiamo oggetto causa del desiderio. Non oggetto del desiderio (oggetto del desiderio in questo caso è una donna, un uomo o che so), ma causa del desiderio, nel senso di ciò che ti fa innamorare; ed è sempre un segno di imperfezione.»

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«Non vedo problemi nell'online dating per ciò che riguarda l'idea che non si sarebbe spontanei, e via dicendo. Non siamo mai spontanei. Se c'è una grande lezione di tutti quei Grande fratello e altri reality show, è che anche quando siamo da soli nella vita privata giochiamo sempre a interpretare la parte di noi stessi. E penso che questo sia in qualche modo una buona cosa. Quando la gente dice [...] "esprimi te stesso, sii quello che sei veramente"... beh, credo che la maggior parte delle persone siano dei mostri, in segreto. Mi piace vivere in una società in cui ognuno possa fare quello che vuole, ma basta che non esprima troppo se stesso, capisci cosa intendo. Mi piacciono le persone che si sanno controllare. [...]
E, se posso concludere con un altro paradosso, sarebbe molto interessante dimostrare la precisione di quando agiamo in modo apparentemente selvaggio... Diciamo che stiamo parlando in un modo gentile e cortese e che a un certo punto per qualunque motivo mi arrabbio ed esplodo. Comincio a bestemmiare e a usare tutte le parolacce e bla bla bla. Ora, avremmo pensato che le cose funzionino così: nella conversazione normale controlliamo noi stessi, e poi, quando non riusciamo più a controllarci, esplodiamo. No. Io sostengo proprio che questi momenti di esplosione sono le strutture più precisamente addestrate, artificiali.»


(trad. mia)