10 aprile 2016

Pessoa: A tal punto mi spaventa e mi tortura vivere

«Convinto che ogni passo che muovevo nella vita era un contatto col terrore del nuovo, e che ogni nuova persona che conoscevo era un nuovo frammento vivo dell’Ignoto che io collocavo sulla mia scrivania per una quotidiana riflessione di paura, ho deciso di astenermi da tutto, di non andare da nessuna parte, di ridurre le azioni al minimo, di sottrarmi il più possibile agli appuntamenti con gli uomini e con gli avvenimenti, di raffinare l’astinenza e di coltivare la rinuncia. A tal punto mi spaventa e mi tortura vivere.»
«La presenza degli altri – fatto così sorprendente per l’anima in ogni momento – è per me sempre più dolorosa e angustiante. Parlare mi riempie di brividi. Se qualcuno mi dimostra interesse, io scappo. Se qualcuno mi guarda, io sussulto.
Vivo perpetuamente sulla difensiva. Gli altri e la vita mi feriscono. Non posso fissare la realtà negli occhi. Perfino il sole mi avvilisce e mi spaventa. Soltanto la sera, quando mi trovo solo con me stesso, estraneo, dimentico, smarrito, senza vincoli con ciò che è reale, senza partecipazione con ciò che è necessario, mi ritrovo e mi consolo

– Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine